Martedì 14 Agosto 2018, ore 17:33
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Le casetorri sulla calata di Porto Venere
"Colonia Ianuensis" dice l'iscrizione sulla porta del borgo
La chiesa di San Lorenzo
San Pietro
Il mare aperto
La Madonna Bianca in un affresco sulla porta del paese
Suggestiva vista della costa dalla chiesetta di San Pietro
Il castello
La costa e le isole Palmaria e Tino
Vista notturna, dalla Palmaria, di San Pietro
Il promontorio di San Pietro illuminato con mille fiaccole durante la festa della Madonna Bianca
Il braccio di mare che separa Porto Venere dall'isola Palmaria
Le origini del borgo marinaro di Porto Venere risalgono sicuramente all'epoca pre-romana ma del vecchio centro di "Castrum Vetus", così si chiamava allora la località, poco o nulla è rimasto. Durante il periodo delle Repubbliche Marinare, Porto Venere fu un importante baluardo fortificato dei genovesi per contrastare la rivale Pisa. E' in questa fase storica, che si colloca intorno alla prima metà del 1100 d.C., che Porto Venere si sviluppa ed in cui il borgo è dotato di mura e in cui si stabiliscono norme architettoniche precise con case-fortezza sul mare, le quali avevano la duplice funzione di abitazioni e di difesa dagli assalti. Per chi arriva a Porto Venere dal mare l'impatto visivo è a dir poco spettacolare: una serie frastagliata di case, alte e strette, appoggiate una alle altre, di colori accesi e caldi in varie tinta di rosa, giallo, rosso. Sono appunto le case-torri. Alle loro spalle, stretto tra il mare e il colle roccioso, scorre il "carugio", una stretta strada tipica dei borghi liguri. Questo si addentra per il borgo dall'unica porta del paese, in stile romanico, aperta sulle mura del 1160, e conduce al promontorio di San Pietro. Sopra alla porta, nella parte interna, si vede in alto, in una grande edicola, un affresco quattrocentesco raffigurante la "Madonna Bianca", patrona del paese. Questo affresco fu scoperto nel 1896 ed ha subito numerosi restauri a partire dal primo, avvenuto nel 1929. Sulla parte opposta del carugio, verso lo sperone a picco sul mare di San Pietro, sorge l'omonima chiesa, in stile gotico-genovese dedicata a San Pietro. Edificata sulle vestigia di una chiesa paleocristiana, sovrapposta al tempio pagano dedicato alla dea Venere Ericina, la chiesa di San Pietro fu costruita tra il 1256 ed il 1277 da parte dei Genovesi, come riconoscimento del contributo dato dai portoveneresi (gli abitanti di Porto Venere) nella difficile espugnazione del borgo pisano di Lerici, sito sulla sponda opposta del Golfo della Spezia. Sul colle che domina il borgo, percorrendo delle caratteristiche e suggestive scalinate, si raggiunge prima la chiesa Collegiata di S. Lorenzo. Essa è in stile romanico ed opera dei Magistri Antelami, maestri lapidici originari della valle d’Antelamo, sul Lago Maggiore. Proseguendo oltre si arriva al castello Doria, struttura eretta in varie riprese, ad iniziare dal secolo XVI fino al 1751. Il castello di Porto Venere rappresenta un vero modello di architettura militare genovese, anche se la sua fisionomia ha subito, sia nell’apparenza esteriore, che nella disposizione interna, alcune mutazioni legate al progresso delle fortificazioni e delle armi da fuoco. E proprio le armi da fuoco segnarono il declino della "Colonia Ianuensis" (Colonia dei Genovesi). Queste, infatti, resero inutili e vulnerabili tutte le fortificazioni esponendo il paese agli attacchi delle potenze rivali di Genova. Ciò causò la perdita di quella posizione strategica dal punto di vista militare ma non significò la perdita del ruolo commerciale, tanto è che agli inizi del diciottesimo secolo erano ancora attive agenzie commerciali ed intensi traffici marittimi.
Davanti a Porto Venere, in direzione sud, si trova un piccolo arcipelago composto da tre isole: Palmaria, Tino e Tinetto che sfidano l'azzurro mare in un turbinio di aromi e sguardi verso l'infinito.
L'isola della Palmaria è collegata a Porto Venere per mezzo di vaporetti e di imbarcazioni di privati consentendo al turista la possibilità di stupende passeggiate.
L'isola del Tino ed il Tinetto, sono proprietà della Marina Militare Italiana. Non è possibile visitare tali luoghi fatta eccezione il 13 Settembre e la domenica successiva, in occasione delle celebrazioni dedicate a San Venerio, patrono del Golfo della Spezia e dei Fanalisti d'Italia (coloro i quali si occupano del funzionamento dei fari marittimi).
Assolutamente da non perdere, il 17 Agosto, è la festa patronale della "Madonna Bianca". Una grande festa nella quale, ai profondi aspetti devozionali e di culto mariano, si unisce una suggestiva coreografia che vede i carruggi mirabilmente addobbati ed il promontorio di San Pietro sfavillante con migliaia di piccole fiaccole.
La costa, insieme alle tre isole ed il borgo di Porto Venere è, grazie alla Legge 30/2001 della Regione Liguria, riconosciuta come Parco Naturale Regionale e, dall’UNESCO, come Patrimonio Mondiale dell'Umanità.