Mercoledì 27 Marzo 2019, ore 03:50
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Il Golfo della Spezia
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Il torrione del castello
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La chiesa di Tellaro
Il borgo di Santerenzo
Il porticciolo di Lerici e il castello sullo sfondo
La fontana in piazza Garibaldi
Il seno di Lerici e Santerenzo sullo sfondo
Il castello
La baia di Maralunga
Incastonata in una tra le più belle insenature della Riviera Ligure, Lerici è definita la Perla del Golfo. Lo studio del suo antico nome, portus illycis, che potrebbe derivare dal greco iliakos (iliaco,troiano), induce a pensare che la sua fondazione derivi da un gruppo di esuli della guerra di Troia. Ed è confermata tale teoria, dalle caratteristiche del territorio che presenta numerose analogie con le coste greche e una bellezza dei luoghi degna di Venere, a cui e dedicata una delle sue baie, la Venere Azzurra.
L'antica Mons Ilicis, monte dei lecci, fu un frequentato centro balneare già in età romana ma, dal punto di vista commerciale ebbe poca importanza, dal momento che il centro dei traffici rimaneva Luni.
La prima notizia certa dell'esistenza di Lerici risale al secolo VIII allorché i pirati saraceni vi distrussero una chiesa dedicata a Santa Marta. Nel 1152 si trova il nome di Lerici citato in un atto ufficiale col quale i signori di Vezzano vendettero il paese ai genovesi, nonostante l'opposizione dei Malaspina, tradizionali alleati dei Pisani. Da quella data Lerici entra nell'orbita della repubblica genovese.
Al sorgere delle lotte fra Genova e Pisa per il predominio sul mare, come zona di confine, il borgo è oggetto delle dispute delle due potenze marittime. Così nel 1241, dopo la battaglia dell'isola del Giglio e la sconfitta di Genova, i pisani si impossessarono di Lerici, costruendovi una base navale fortificata: sorge così un borgo murato che si estese nell'attuale centro storico. Dopo 15 anni di dominazione pisana, in cui fu costruito il castello di San Giorgio, Lerici tornò sotto la dominazione della repubblica di Genova che ricostruì il castello e il borgo, completandolo nel 1273. Tra il Seicento ed il Settecento il borgo raggiunse il massimo sviluppo urbanistico e cominciò ad affermarsi come centro turistico. Le bellezze di Lerici fecero innamorare generazioni di letterati, una lunga tradizione che inizia col poeta latino Flaco e prosegue con Dante (che cita Lerici nel terzo canto del Purgatorio), Boccaccio (che qui ambienta il finale di una sua novella) e Petrarca (che indica il fortissimus Eryx come dimora della dea Atena, cercatrice d'olio), i romantici inglesi come Shelley (che qui trovò la morte in un naufragio), Byron e lo scrittore Lawrence. E proprio per il fatto che fu meta prediletta di molti letterati il suo golfo è chiamato Golfo dei Poeti.
Poco distante da Lerici sorge il borgo di Tellaro, un tipico e carateristico paesino ligure, arroccato su uno sperone roccioso, con strettissimi carrugi e scalette.